Bullet Park di John Cheever
Eliot Nailles (nail in inglese sta per chiodo) ama alla follia moglie e figlio; Paul Hammer, di origini illegittime, deve il suo nome all'omonimo utensile (hammer, in italiano martello). Vicini di casa nel sobborgo di Bullet Park, tra i due si instaura un rapporto fatidico a causa del misterioso legame che pare scaturire dai loro rispettivi nomi. Bullet Park è un vero e proprio inno all'ambigua normalità della periferia. Con acuta e devastante ironia Cheever ci racconta le esistenze dei due protagonisti o di personaggi a loro vicini che vengono filtrati sempre attraverso due lenti d'ingrandimento: la comicità e la drammaticità. Ancora una volta l'autore ritrae con maestria quella classe media americana di cui all'epoca (siamo poco dopo l'esplosione della contestazione, prima americana, poi mondiale, attorno agli '60) si inizierà a parlare non solo nei romanzi ma anche nella produzione cinematografica
pp. 210