Véra di Stacy Schiff La biografia di Véra Slonim, moglie di Vladimir Nabokov, illumina la figura dello scrittore, come quella di Nora fa capire alcuni elementi del percorso letterario di James Joyce. Timida, poliglotta e perfezionista, fu centrale nell'opera del marito che in un'intervista a "The Listener" dell'ottobre 1969 dichiarò di non riuscire a esprimere quanto fosse stato importante il contributo di lei alla sua opera. Insieme in Russia, a Berlino, in Francia, poi negli Stati Uniti e poi infine a Montreux, in un dorato esilio svizzero che conclude a tutti gli effetti la loro storia d'amore. Appassionatissima della letteratura, per cui "aveva un apprezzamento quasi religioso", Véra suggerì al marito la monumentale versione dell'Eugenij Onegin di Puskin e intervenne nel momento critico della creazione di Lolita, ispirando alcune idee determinanti per la riuscita dell'opera. Stacy Schiff, già nota per una fortunata biografia di Saint-Exupéry, racconta brillantemente questa vita a due, mossa e variata, sempre saldamente riferita alla ricerca estetica che è basso continuo di un'intera esistenza.
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