Nel 1984 il futuro autore di bestseller Vikram Seth è un giovane brillante economista. Folgorato dalla lettura dell’Evgenij Onegin, decide di interrompere la sua carriera e scrive un romanzo in versi ispirato all’opera di Puskin, ambientato a San Francisco nell’epoca dei chip, dei ristoranti cinesi, della nuova corsa al nucleare. Un autentico capolavoro che oggi, a distanza di più di vent’anni, e dopo un lungo e appassionato lavoro di traduzione affidato a tre scrittori, Luca Dresda, Christian Raimo, Veronica Raimo, esce in Italia.
590 sonetti in rima che compongono una gioiosa commedia umana, fatta di commoventi passioni sentimentali, comici ritratti di una generazione di trentenni, e uno spaccato perfetto dei conflitti morali, religiosi, sessuali, etnici del nostro piccolo mondo globale. Ma Golden Gate è anche altro: un’appassionante saga familiare, un affresco corale di personaggi così fragili e sinceri che non potremmo non immedesimarci nell’uno o nell’altro: da John al suo vecchio amico Phil, ora ragazzo-padre, alla sua exfidanzata Jan, all’avvocatessa pacifista Liz. E ancora: un’opera che è un’accorata riflessione sul futuro del nostro pianeta, un canto che rende grazia alla bellezza della natura un inno alla città multiculturale per eccellenza, oltre che, soprattutto, la meravigliosa confessione poetica di un’anima che cerca nella letteratura un nuovo, più intenso modo di sentire il respiro del mondo.
pp.328