Cecenia, il disonore russo un libro di Anna Politkovskaja Introduzione di Roberto Saviano
Il 7 ottobre 2006 muore Anna Politkovskaja, assassinata nell’ascensore del suo palazzo a Mosca, mentre stava rincasando. È opinione di molti (compreso il direttore di Novaya Gazeta, Dmitri Muratov, il giornale sul quale Anna scriveva) che la sua morte sia legata all’instancabile lavoro di ricerca della verità sulla questione cecena, che la coraggiosa giornalista portava avanti senza sosta da anni. Anna Politkvoskaja ha seguito da vicino la guerra in Cecenia. Ha vissuto con i ceceni, condiviso il loro calvario. Incurante dei rischi e delle minacce ha continuato a voler raccontare il conflitto fino alla fine, senza aver mai paura di guardare in faccia l’orrore della guerra. Il “viaggio all’inferno” di Anna Politkovskaja è un duro atto d’accusa contro la società russa, colpevole di tacere o acconsentire al genocidio, e contro il presidente Vladimir Putin, che ha bisogno di un nemico per far dimenticare i problemi reali del suo paese. Il coraggio dei suoi scritti e il suo sacrificio estremo fanno di Anna Politkovskaja un simbolo della libertà di pensiero e di parola.
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